Intervista ad Alex sulla sua disintossicazione

Intervista ad Alex sulla sua disintossicazione

Ho smesso di ascoltare musica. Nel senso che non ne ascolto completamente più. Nel senso che odio la musica e non mi piace più. Angelo continui a cercare di guarirmi e farmi sentire sti pezzi che non sopporto! La musica nelle aula universitarie, la musica nei centri commerciali, la musica dei concerti, delle chiese e degli uffici. Le sale d’attesa sono invase di musicaccia e anche gli ascensori. La gente spende soldi per andare a vedere concerti. Io me ne sto tranquillamente a casa, perché vi assicuro che senza musica si vive meglio. Comprare un cd o pagare un abbonamento di Netflix. I Bassi che rimbombano in casa e la rabbia dagli overdrive delle chitarre elettriche che posso ben sentire leggermente calanti. Sono scordate, porcozio. Una volta la musica l’ascoltavo, mi piaceva. Suonavo pure la batteria d’estate, con quaranta gradi. Angelo mi avevi fatto sentire i Megadeth e gli Alter Bridge e mi piacevano. Tra l’altro so bene che non esiste alcun medium simile alla musica, ne sono consapevole.

Dico, se smetti di leggere, cosa sacrosanta, ci sono le serie tv, i film, i videogiochi, i fumetti e via dicendo. Queste cose si scambiano il posto vicendevolmente. Ma la musica no! La musica è insostituibile e io la odio. Non capisco quelli che comprano le magliette con il logo delle loro band preferite. Non capisco i vecchi pensionati che non avendo un cazzo da fare vanno a sentire Tchaikovksij e si sentono tanto innalzati spiritualmente. Per un periodo ho pure ascoltato un po’ di musica nuova, tipo il rap o la trap, ma quella già non dice quasi nulla in sé, figurati a me che non ne voglio ascoltare proprio. Sono andato anche a parlare con uno psicologo e mi ha lasciato un cd pieno di roba tipo I Will Survive, sostenendo che stavo attraversando una fase depressiva. Invece, ziocane, esco, bevo birre e studio con amici e non. Sto bene in mezzo alla gente, senza nessuno che mi debba dire cosa devo provare e dirmi necessariamente quale tonalità emotiva devo adottare, con quali cazzo di occhiali devo guardare il mondo.

L’assenza di musica mi ha reso privo di opinioni emotive ed è un’illuminazione, ti assicuro. Non ho preconcetti sulle situazioni perché nessuna musica me le dipinge. Non ho più bisogno di cazzate zen e meditazioni che lasciano il tempo che trovano. Sto fra la gente, parlo e sapete, se devo cantare, canto io. Sto bene! Quale depresso? Mai stato meglio e mai stato tanto lucido. Ho cominciato pure ad uscire con una ragazza che fino ad un annetto fa avrei considerato ben al di sopra delle mie possibilità. E’ alta un metro e ottantacinque, studia letteratura tedesca, occhi azzurri e lunghi capelli castani. Ha un neo sul labbro e quando parla le spuntano le fossette sulle guance. Ha un gran culo a palloncino e una quarta di seno che dipinge traiettorie michelangiolesche sul suo costato. Io sono quasi stempiato e faccio l’ingegnere aerospaziale, ancora non ho superato il boss finale di Zelda Ocarina of Time e lei mi ama.

Questo solamente perché ho smesso di ascoltare musica e farmi le pippe. Da quando non ascolto musica ho anche iniziato a scrivere un romanzo. E’ un giallo che si chiama “L’assassino è il maggiordomo”: un mistero da camera in cui alla fine l’assassino è effettivamente il maggiordomo. L’analisi dei personaggi rintraccia la sua origine nella speculazione inizio-novecentesca del filosofo rumeno Emil Cioran, un uomo che aveva una chiara e distinta visione realistica della nostra esistenza. Una casa editrice di cui preferisco non fare il nome (Mondadori) ha già comprato i diritti per la pubblicazione e mi ha prenotato una serie di editor e grafici che mi aiuteranno nella lavorazione del prodotto finale. Anche a lavoro la vita va alla grande: il giorno in cui ho gettato il mio iPod sotto il treno per Vercelli, sono stato promosso a caporeparto della sezione missilistica di Leonardo ed era la prima volta che il ruolo di caporeparto di una qualsiasi sezione è stato occupato da un venticinquenne. Ora dirai che non c’entra nulla col fatto che ho smesso di ascoltare musica e invece … Quella mattina il mio capo entra nel mio cubicolo e  mi fa “Alex, ma qui c’è sempre un tale casino, santodio, dove è finita la musica che ascoltavi tutto il giorno. Quella merda di metal hardcore postpunk neogotico”.

“Capo, fanculo la musica, mi sottraeva un sacco di tempo, energie mentali ed emotive. Adesso non l’ascolto più, ho smesso con quel mondo di merda”.

“Davvero? Come hai fatto? Nemmeno io sono riuscito a smettere del tutto”.

“Ho semplicemente gettato via ogni mio apparecchio di riproduzione e sto alla grande. Già la musica mi diceva molto poco prima, ma non mi ero accorto di quanto comunque influenzasse il mio animo. Ho già aumentato la mia produttività giornaliera del quindici per cento – ed ho pure perso tempo a calcolare di quanto tempo avevo aumentato la mia produttività giornaliera”.

“Gesù! E pensare che già avevo un’alta stima di te. Dicevo sempre – cazzo, se smettesse di ascoltare quella merda di metal a tutto volume, lo promuoverei pure a caporeparto – e sai che ti dico, porcogiuda, LO FACCIO! Ti promuovo! Complimenti, amico”.

“Capo, grazie non so come ringraziarla” e mi sono alzato per stringergli la mano molto velocemente per tornare a lavorare, con una piccola lacrima di soddisfazione che mi scendeva dalla guancia sulla camicia a righe azzurrine.

L’ho detto ai miei genitori che finalmente erano fieri di me e poi alla mia ragazza che mi ha scopato tutta la notte, dopo avermi preparato il mio piatto preferito: il pollo con le patate.

Ma sai la cosa più bella? Dopo che abbiamo finito di fare l’amore, lei tutta sudata con gli occhi spiritati e i capelli spettinati si gira verso di me e mi fa: “Alex, gesugiuseppeemaria, che ti sei preso? Oggi eri diverso, madonnina. Non sono mai stata scopata in questo modo amore”.

E sai perché Angelo? Perché ho smesso di ascoltare musica. Period! Caso chiuso!

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